mercoledì, 11 novembre 2009
Cliccate qui e.......
postato da: antoniettamaesa alle ore 11:34 | Permalink | commenti
categoria:generale
giovedì, 29 ottobre 2009
postato da: antoniettamaesa alle ore 18:32 | Permalink | commenti
categoria:generale
mercoledì, 28 ottobre 2009



Si definisce campo di esistenza o dominio di una funzione l'insieme dei valori che posso attribuire alla variabile indipendente x per ottenere il valore della y.
C.E.= D={ x R | y = f(x) }
Qui puoi trovare esercizi sul dominio di una funzione.
postato da: antoniettamaesa alle ore 09:20 | Permalink | commenti
categoria:classe quarta
sabato, 24 ottobre 2009

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 Matematica: Esercizi Problemi Equazioni Primo Grado (Videolezioni)

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Ora prova tu

Alcune dimostrazioni

a)Dimostra che esiste soltanto un numero reale positivo che elevato al quadrato è uguale a se stesso aumentato di uno.

b)Dimostra che esistono soltanto due numeri reali il cui quadrato è uguale al loro doppio.

c)Dimostra che non esiste alcun numero reale che elevato al quadrato è uguale a se stesso diminuito di uno.

Problemi

a)La somma tra il quadrato di un numero ed il suo triplo è 4. Calcola il numero.     [ -4;1 ]

b)Trovare un numero naturale sapendo che il prodotto della sua metà con il suo consecutivo è 210. [ -16; 15 ]

c)Trovare due numeri interi consecutivi tali che la somma dei loro quadrati sia 761. [ -20,-19 ];[ 19,20 ]

d)Trova l’età di una persona sapendo che fra due anni la sua età sarà uguale al quadrato della quarta parte dell’età che aveva tre anni fa. [ 23 ]

e)Due automobili partono contemporaneamente per un viaggio di 360 km, che percorrono a velocità costante. La prima automobile, che viaggia ad una velocità di 10 km/h superiore a quella della seconda, arriva mezz’ora prima. Determinare la velocità delle due automobili.

Se incontri delle difficoltà negli svolgimenti, indicale nel commento.
Buon lavoro!

postato da: antoniettamaesa alle ore 18:00 | Permalink | commenti
categoria:generale
sabato, 24 ottobre 2009

 

Ho terminato da poco la lettura del libro: La sezione aurea. Storia di un numero e di un mistero che dura da tremila anni di Mario Livio.

 



Il numero d’oro phi è il soggetto dello studio di Mario Livio. E’un piccolo numero, avvolto da un grande mistero e oggetto di raffinate speculazioni da oltre tremila anni, che ha affascinato non solo i matematici ma anche biologi, artisti, musicisti, storici, architetti, psicologi e perfino mistici. Keplero affermava: “La geometria possiede due grandi tesori: uno è il teorema di Pitagora; l’altro la divisione di una linea secondo il rapporto estremo e medio. Possiamo paragonare il primo a una certa quantità d’oro, e definire il secondo una pietra preziosa”.

Che cosa hanno in comune la disposizione dei petali di rosa e dei semi nelle mele, la forma a spirale di alcune conchiglie, gli ammassi di galassie, un quadro come il “Sacramento dell’Ultima Cena” di Salvador Dalì, i progetti di Le Corbusier (e magari il Partenone o la grande piramide di Giza), e la ’successione di Fibonacci’ (1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55…, in cui ogni numero è la somma dei due che lo precedono)? Per quanto strano possa sembrare, in queste realtà così disparate si nasconde (o è stato cercato) un numero particolare, una proporzione geometrica scoperta dai pitagorici, definita da Euclide, chiamata - in un trattato di Luca Pacioli illustrato da Leonardo - ‘divina proporzione’ e in seguito nell’Ottocento, ’sezione aurea’. Questo numero, indicato con la lettera greca phi, è 1,6180… E’ un numero irrazionale, cioè non si può esprimere con una frazione e ha infinite cifre decimali prive di sequenze ripetitive. Deriva dalla geometria (è un modo di dividere un segmento in due parti) ma tende a mostrarsi nei luoghi più impensati, e ha affascinato non solo alcune delle migliori menti matematiche di ogni tempo, ma anche biologi, artisti, musicisti, storici, architetti, psicologi, perfino mistici, ed è apparso come un simbolo dell’armonia dell’universo: un universo progettato da un dio matematico. Ha detto Albert Einstein: “Quella del mistero è la più straordinaria esperienza che ci sia dato di vivere. E’ l’emozione fondamentale situata al centro della vera arte e della vera scienza”. In questo libro di esemplare chiarezza e rigore, Mario Livio parla di un mistero e dell’emozione della scoperta. Illustra i miti (sfatandone molti) e la realtà (spesso ancora più singolare) della sezione aurea e mostra il profondo rapporto tra il mondo fisico, le creazioni artistiche intellettuali e la limpida bellezza dei numeri. Continua…

postato da: antoniettamaesa alle ore 17:49 | Permalink | commenti (4)
categoria:generale
venerdì, 09 ottobre 2009

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postato da: antoniettamaesa alle ore 05:51 | Permalink | commenti
categoria:generale
martedì, 06 ottobre 2009
Un piano cartesiano è formato da due rette orientate e perpendicolari. La retta orizzontale è detta asse delle X o ascissa, la verticale è detta asse delle y o ordinata; il loro incontro si indica con O (origine) che ha coordinate O(0; 0); ad ogni punto su di un piano cartesiano viene associata un’ascissa e un’ordinata P(x; y) , x è l’ascissa del punto P e y l’ordinata. Sull’asse delle x verso destra da O troviamo i numeri positivi, verso sinistra i negativi; sull’asse delle y verso l’altro rispetto a O troviamo i positivi, verso il basso i negativi. Il piano cartesiano si divide in quattro quadranti:
puoi trovare un gioco divertente sul piano cartesiano (rappresentazione dei punti)
1) Il primo ha ascissa e ordinata positiva;
2) Il secondo ha ascissa negativa e ordinata positiva;
3) Il terzo ha ascissa negativa e ordinata negativa;
4) Il quarto ha ascissa positiva e ordinata negativa.

 

  • Nel primo quadrante i punti hanno entrambe le coordinate positive
    -vedi ad esempio il punto A(2,3)
  • Nel secondo quadrante i punti hanno la prima coordinata negativa e la seconda positiva
    -vedi ad esempio il punto B(-4,2)
  • Nel terzo quadrante i punti hanno entrambe le coordinate negative
    -vedi ad esempio il punto C(-5,-3)
  • Nel quarto quadrante i punti hanno la prima coordinata positiva e la seconda negativa
    -vedi ad esempio il punto D(3,-4)
Per approfondimenti, clicca qui

Qui puoi trovare un gioco divertente sul piano cartesiano (rappresentazione dei punti)
Anche qui c'è un gioco: "TROVA LA SPIA", devi cliccare su

download

e seguire le indicazioni.

postato da: antoniettamaesa alle ore 17:50 | Permalink | commenti
categoria:classe terza
domenica, 04 ottobre 2009


Clicca qui per leggere informazioni sulle equazioni frazionarie.
postato da: antoniettamaesa alle ore 23:22 | Permalink | commenti
categoria:classe seconda
martedì, 29 settembre 2009
Perche' le frazioni algebriche
Le frazioni algebriche sono frazioni con polinomi al numeratore e al denominatore, quindi sono le frazioni piu' generiche possibili: studiare e capire le regole delle loro operazioni significa saper lavorare con tutti i tipi di frazione possibili.
Come vedi, vale la pena di faticare un poco.
Molto interessante è il video di questo
sito perchè illustra l'analogia di svolgimento delle espressioni numeriche e quelle algebriche.
In questo
sito
troverete delle video lezioni sulle frazioni algebriche. Ci sono 8 unità didattiche che potete guardare.
Equivalenza di frazioni algebriche
Somma e differenza di frazioni algebriche
Prodotto
Quoziente
Elevamento a potenza
Espressioni
Test
Verifica
In questo sito troverete esercizi di allenamento e qui un tet.
postato da: antoniettamaesa alle ore 09:24 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 19 settembre 2009

Sandra Clerico: Inverso (1999), www.sandraclerico.info

Il problema esaminato nel dialogo tra Saxel e Travy, tratto dal romanzo Odile di Raymond Queneau (scorrere la barra laterale), consiste nella possibilità di trovare una formula per risolvere una equazione in una incognita.
1. Per le equazioni di primo grado, la questione è semplice: ogni equazione può essere riportata alla forma “normale” ax+b=0
la cui soluzione è: x=-b/a.
Perciò Saxel afferma che “c’è solo una divisione da fare“.
2. Per le equazioni di secondo grado, scritte nella forma “normale” ax^2+bx+c=0
, la formula risolutiva è quella in cui compare la radice quadrata e che Saxel ricorda a memoria: “Meno b più o meno radice….”
3. Le equazioni di terzo grado sono state risolte in modo quasi generale da Scipione dal Ferro (1465-1526), Niccolò Fontana detto Tartaglia (1500-1557) e Cardano. Nelle formule da essi trovate, non semplici, compaiono
le radici cubiche .
La formula non è di semplice applicazione!!!!!
4. Ludovico Ferrari (1522-1565) trovò
una formula per risolvere le equazioni di quarto grado: essa utilizza le radici quarte.
Se clicchi qui trovi un risolutore di equazioni di 4° grado.
Tutto sembra portare alla conclusione a cui arriva Saxel: la formula per la risoluzione di equazioni di quinto grado contiene una radice quinta, quella per le equazioni di sesto grado utilizza radici seste e così via. E questa era la convinzione anche degli algebristi del XVI secolo.
Non è così: nel 1799 il matematico Paolo Ruffini, con una dimostrazione molto macchinosa, annunciò che le equazioni di quinto grado non erano risolubili per radicali. In modo indipendente , nel 1824 era giunto alla stessa conclusione il norvegese Niels Henrik Abel.
Ma fu il francese Évariste Galois che, nel 1830, generalizzò il teorema di Abel-Ruffini per tutte le equazioni di grado superiore al quarto.
Per queste ultime non è possibile scrivere una formula che, quantunque di difficile applicazione, permetta di esprimere sinteticamente le soluzioni dell’equazione, a partire dai suoi coefficienti e utilizzando le quattro operazini e le radici.
E’ questa impossibilità a turbare Travy (” …E’ scandaloso perchè esiste una realtà ribelle al linguaggio algebrico-logico,…..”): il modello algebrico ha dei limiti e si rivela insufficiente a risolvere tali equazioni.
Sicuramente ci potrà essere una nuova teoria “più ampia” in cui ripensare il problema; questo è proprio il modo di procedere della matematica.

postato da: antoniettamaesa alle ore 16:35 | Permalink | commenti (1)
categoria:generale