ZITELLA PER I NUMERI: "Lilavati" è un libro leggendario scritto da Bhãskara. Dal libro noi possiamo trovare mille anni di cultura matematica indiana, grazie ad una patetica vicenda che merita di essere raccontata. Nato nella casta dei Brahamini, Bhãskara, detto Acharya, fin da giovanissimo aveva saputo approfittare delle possibilità che il suo stato gli offriva. Si era dedicato anima e corpo allo studio, in particolare a quello dei numeri. Egli si sposò, ebbe una figlia, che la leggenda descrive di una bellezza straordinaria. Bhãskara era un padre indù molto premuroso, ed interrogò gli astrologi e seppe che secondo le previsione delle stelle la sua adorata foglia avrebbe vissuto a lungo ma non si sarebbe mai sposata. Gli anni passarono; Bhãskara teneva costantemente la figlia con sé educandola ai segreti dei numeri; ai misteri delle figure geometriche, ai culti religiosi e alla scienza delle stelle. Ma quando la figlia di Bhãskara giunse a diciotto anni, la primavera della natura ebbe il sopravvento sull'educazione. Lilavati una sera manifestò al padre che le sarebbe piaciuto avere un marito. Bhãskara per giorni e notti almanaccò con i suoi numeri e con le sue figure, eseguì calcoli di ogni genere, finché no riuscì a trovare che ad una certa ora di un certo giorno gli dei avrebbero permesso le nozze della figlia. Allora chiamò sé la ragazza e le fece la grande rivelazione, raccontandole anche delle precedenti previsioni negative. Ora non c'era che scegliere un marito. Un vecchio amico di Bhãskara aveva un figlio scapolo: l'affare fu combinato e cominciarono i preparativi per le nozze. Il giorno fatidico la casa del sapiente si riempì di invitati festanti: cori, libagioni, canti propiziatori, infine la processione nuziale. Gli astrologi avevano posto in un tripode vicino a Lilavati una preziosa clessidra ad acqua. Quando l'ultima goccia di liquido fosse passata dal vaso superiore a quello inferiore, sarebbe stato il momento del "sì" concesso a Livalati dalla nutrita schiera degli dei indù. Passarono molti minuti - veramente interminabili per la ragazza - poi un astrologo si piegò a controllare quanto liquido restava ancora da gocciolare e scoprì con raccapriccio che l'"orologio" si era fermato: l'acqua non passava dal vaso superiore a quello inferiore della clessidre. Era successo che una perla della collana di Livalati, staccandosi, era andata a cedere inopinatamente nel vaso, ostruendo il foro di scarico. Il tempo concesso dagli dei per il matrimonio era trascorso senza che nessuno se ne fosse accorto o avesse potuto valutarlo. Lilavati dovette rinunciare al suo uomo e restò zitella. Fu allora che Bhãskara, per consolare la figlia, le promise di renderla immortale intitolando a lei il suo trattato di aritmetica che chiamò appunto Lilavati, la bellissima. Un compendio di regole, di osservazioni, di conoscenze che impieghiamo anche oggi.
Un'altra leggenda la potete trovare qui