giovedì, 23 luglio 2009

Correva l’anno 1969


Il 20 luglio di quarant’anni fa l’astronauta americano Neil Armostrong scendeva dal modulo lunare e imprimeva la sua orma sul suolo lunare.

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«È un piccolo passo per me, ma un grande passo per l’umanità».

Apollo 11 Moon Landing

First Moon Landing 1969

L’equipaggio dell’Apollo 11, composto dagli statunitensi Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins, lasciò una targa di acciaio inossidabile, per commemorare lo sbarco e lasciare informazioni sulla visita ad ogni altro essere, umano o meno, che la trovi. La targa raffigura i due emisferi del pianeta Terra, ed è firmata dai tre astronauti e dall’allora Presidente statunitense Richard Nixon.

Sulla targa c’è scritto:

« Here men from the Planet Earth first set foot upon the moon, July 1969, A.D. We came in peace for all mankind. »

« Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, Luglio 1969 DC. Siamo venuti in pace, per tutta l’umanità. »

Il viaggio Terra-Luna era durato tre giorni; la capsula Apollo era agganciata al razzo vettore Saturno 5, così come il ‘Lem’ Eagle - il modulo per l’allunaggio sul quale i tre sarebbero saliti dopo essere entrati in orbita lunare.

“Eagle” si appoggiò sul suolo lunare nel "Mare della Tranquillita” alle 22,23. La permanenza dei tre astronauti sulla Luna fu di 21 ore e 36 minuti, durante i quali furono raccolti 21 kg di campioni del suolo, furono scattate foto e installati un apparato sperimentale per l’analisi del vento solare, un riflettore laser e un laboratorio per misure sismiche. Il tutto frutto di un progetto scientifico di dimensioni e costi enormi : 300 mila persone coinvolte per 110 miliardi di euro attuali.

Un avvenimento che i giovani non hanno potuto vedere, una avventura che noi meno giovani ricordiamo ancora impressa nei nostri cuori e nelle nostre menti: la storia di un uomo che per la prima volta camminava su di un altro corpo celeste, prologo a viaggi, nei decenni e nei secoli futuri, sempre più lontani e avventurosi.

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postato da: antoniettamaesa alle ore 04:51 | Permalink | commenti
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giovedì, 16 luglio 2009

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Nell’opinione comune, le equazioni sono aride formule matematiche in cui si compendia un pensiero scientifico, certamente importante, ma comunque di difficile comprensione.

Leggo nella Introduzione del libro Le cinque equazioni che hanno cambiato il mondo di Michael Guillen

“Nel linguaggio della matematica, le equazioni sono come la poesia: dimostrano dati reali con ineguagliabile precisione, trasmettono quantità di informazioni in tempi relativamente brevi; e spesso la loro comprensione è inaccessibile ai profani. E come la poesia tradizionale ci aiuta a sondare in profondità dentro noi stessi, allo stesso modo la poesia matematica ci aiuta a vedere molto al di là di noi stessi: se non proprio a capire i misteri dell’invisibile, per lo meno a raggiungere i margini dell’universo visibile.”

Per superare questo pregiudizio, Michael Guillen ha scelto di raccontare la vita, le intuizioni e le scoperte degli scienziati che hanno messo a punto le cinque più rivoluzionarie e importanti formule matematiche della storia dell’umanità: le cinque equazioni che hanno letteralmente cambiato il mondo. Grazie, infatti, al genio di uomini come Isaac Newton, Daniel Bernouilli, Michael Faraday, Rudolf Clausius e Albert Einstein siamo riusciti a sfruttare l’energia elettrica, a volare in aeroplano, ad atterrare sulla luna, a costruire la bomba atomica e a comprendere le cause della mortalità di tutte le forme viventi del Pianeta. (Estratto da “Note di Copertina”)

Nelle pagine del libro, l’autore intende spiegare le 5 equazioni più importanti per lo sviluppo della scienza attraverso le vite di coloro che le portarono a disposizione della cultura umana.

Se alcuni simboli non vi sono chiari, chiedete spiegazioni!!!
Aspetto vostri commenti!!!!!!!

postato da: antoniettamaesa alle ore 15:50 | Permalink | commenti (7)
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